Il POM è tosto!!
Il POM (poliossimetilene) è uno di quei materiali che non perdona. Ha una bassa stabilità termica e una finestra di processo molto stretta (circa 200-230°C) sicché basta poco perché inizi a degradare e decomporsi rilasciando gas corrosivi e residui. Temperatura alta, tempo di permanenza nel cilindro lungo, pressione di iniezione eccessiva causano una rapida decomposizione del POM.
Il POM rilascia principalmente due tipi di depositi:
1. Il “Plate-out” (placcatura di polvere bianca)
È il deposito più comune e insidioso. Si presenta come un residuo di polvere bianca finissima o una patina opaca che si accumula nelle zone più fredde dello stampo.
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- Cos’è: Si tratta di frammenti di polimero degradato (basso peso molecolare), additivi (lubrificanti, stabilizzanti) e prodotti della decomposizione termica.
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- Dove si trova: Tipicamente negli sfoghi dei gas, negli angoli morti, sulle facce dei tasselli e degli estrattori.
- Conseguenze: Ostruisce gli sfiati (gas trapping), causando bruciature sul pezzo (effetto diesel) o impedendo il riempimento completo. Può migrare sui pezzi causando difetti superficiali (inclusioni bianche, perdita di brillantezza). Se non rimossa, sotto pressione la polvere si compatta diventando una crosta dura che aumenta l’attrito e usura su colonne, guide, bussole, estrattori causando rallentamenti e grippaggi.
- Dove si trova: Tipicamente negli sfoghi dei gas, negli angoli morti, sulle facce dei tasselli e degli estrattori.
2. Depositi di gas acidi (corrosione)
Il POM, degradandosi, rilascia formaldeide, che in presenza di umidità può trasformarsi in acido formico.
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- Cos’è: Non è un deposito solido nel senso stretto, ma una reazione chimica che attacca l’acciaio. Si manifesta come una “fioritura” scura o ruggine localizzata.
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- Dove si trova: Ovunque il gas ristagni, spesso sotto lo strato di polvere bianca.
- Dove si trova: Ovunque il gas ristagni, spesso sotto lo strato di polvere bianca.
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- Conseguenze: Rovina permanentemente la finitura superficiale dello stampo (pitting), rendendo l’estrazione del pezzo sempre più difficile.
A livello estetico sul pezzo stampato questo può causare:
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- bruciature e striature argentee sul pezzo
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- bolle d’aria o vuoti sulla superficie del pezzo stampato
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- variazioni di colore, ingiallimento del materiale
COSA FARE:
È indispensabile una pulizia stampo più frequente. Bisogna rimuovere tempestivamente i residui gassosi prima che la paraformaldeide penetri nella microporosità del metallo danneggiandolo in modo irreversibile ed evitare che la polvere bianca si accumuli e compatti formando una crosta dura difficile da togliere.
ASPETTI CRITICI NELLA PULIZIA:
IL POM possiede due proprietà che lo rendono un materiale fantastico per la meccanica (niente usura, niente ruggine, autolubrificante) ma un incubo per quanto riguarda la pulizia dello stampo:
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- Elevata cristallinità (struttura fisica):
Il POM ha una struttura altamente cristallina, il che significa che le sue catene polimeriche sono organizzate in modo ordinato e strettamente impaccate. Questa struttura impedisce ai solventi di penetrare tra le catene del polimero, separarle, dissolverle rendendo il materiale strutturalmente inattaccabile. La cristallinità protegge la superficie del POM, i solventi non penetrano.
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- Bassa energia superficiale (natura chimica):
Il POM è chimicamente inerte, ha una struttura stabile, le molecole sono così vicine e ben legate tra loro all’interno del solido che non hanno l’esigenza di cercare legami chimici con le sostanze esterne. Le catene polimeriche sono chiuse e non offrono punti di aggancio (siti reattivi) e di ingresso a solventi o altri agenti chimici. In sintesi i liquidi non aderiscono.
CONSIGLI PRATICI:
- Fortunatamente ciò che si deposita nello stampo non è POM sano bensì frammenti degradati termicamente e con peso molecolare molto più basso sicché diventano più facili da rimuovere chimicamente rispetto al POM sano.
- I residui freschi vengono via in pochi minuti, quelli “cotti” creano croste e possono richiedere ore e interventi più aggressivi.
- La temperatura (50–80 °C) aiuta molto ad ammorbidire i residui di POM nello stampo senza “cuocerli” e facilita la rimozione meccanica.
- Per le superfici stampo esposte e raggiungibili è efficace il metodo “flash” con stampo in macchina, senza smontare lo stampo e sfruttando la temperatura.
PRODOTTI PER LA PULIZIA:
- Prodotti chimici specifici:
I solventi efficaci per il POM sono molto limitati perché il materiale è chimicamente resistente, ma si possono usare:
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- Solventi forti a base di chetoni ed eteri (acetone, etanolo, ecc.). Sono gli unici in grado di ammorbidire questo materiale e poterlo staccare. Si consiglia di procedere con cautela perché tali solventi potenti possono danneggiare alcuni materiali (alluminio) e trattamenti superficiali. Procedere con cautela e senza eccessiva esposizione. Prima di applicare il solvente, testarlo su piccola area per evitare danni allo stampo.
Consigliamo di provare il pulitore spray FORMCLEAN PLUS (JOST CHEMICALS), molto efficace nel rimuovere residui polimerici carbonizzati e privo di composti corrosivi oppure il CLEAN-N-RUN (NANOPLAS USA).
Procedura corretta:- Applicare il prodotto su un panno morbido e rimuovere lo sporco, oppure applicarlo direttamente sulle parti e superfici interessate spruzzandolo (distanza di circa 25 cm).
- Lasciare agire il detergente per un paio di minuti. Successivamente, rimuovere i residui con un panno.
- Le prestazioni di pulizia ottimali si ottengono a temperature comprese tra 40 °C e +80 °C. La temperatura massima di esercizio è di +125 °C.
- Solventi forti a base di chetoni ed eteri (acetone, etanolo, ecc.). Sono gli unici in grado di ammorbidire questo materiale e poterlo staccare. Si consiglia di procedere con cautela perché tali solventi potenti possono danneggiare alcuni materiali (alluminio) e trattamenti superficiali. Procedere con cautela e senza eccessiva esposizione. Prima di applicare il solvente, testarlo su piccola area per evitare danni allo stampo.
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- Schiume detergenti a base d’acqua contenenti miscele di tensioattivi studiate per penetrare nelle impurità, staccandole anziché dissolverle. I cleaner in schiuma possono essere molto utili per manutenzioni veloci e preventive per rimuovere residui “leggeri–medi” non completamente carbonizzati di POM, soprattutto sulle superfici foto incise texturizzate. La schiuma aderisce alle superfici (anche verticali), penetra nelle micro-cavità (goffratura), ammorbidisce residui di POM rendendoli più facili da rimuovere con un’azione meccanica non aggressiva (spazzola morbida in nylon oppure ottone molto fine). Su residui cotti/vecchi l’efficacia della schiuma è limitata, serve un cleaner più forte o un intervento meccanico aggressivo. Le schiume non sostituiscono una vera pulizia se lo stampo è molto sporco. Funzionano anche sulle superfici lucidate a specchio ma non devono asciugare e consigliamo una passata finale con un panno morbido con isopropanolo (o un po’ di acetone) per evitare rischio aloni se non rimossi bene.
Consigliamo di provare il detergente in schiuma KLEEN-ALL (NANOPLAS) o il detergente FS-77 FOAM CLEANER (JOST CHEMICALS).
- Schiume detergenti a base d’acqua contenenti miscele di tensioattivi studiate per penetrare nelle impurità, staccandole anziché dissolverle. I cleaner in schiuma possono essere molto utili per manutenzioni veloci e preventive per rimuovere residui “leggeri–medi” non completamente carbonizzati di POM, soprattutto sulle superfici foto incise texturizzate. La schiuma aderisce alle superfici (anche verticali), penetra nelle micro-cavità (goffratura), ammorbidisce residui di POM rendendoli più facili da rimuovere con un’azione meccanica non aggressiva (spazzola morbida in nylon oppure ottone molto fine). Su residui cotti/vecchi l’efficacia della schiuma è limitata, serve un cleaner più forte o un intervento meccanico aggressivo. Le schiume non sostituiscono una vera pulizia se lo stampo è molto sporco. Funzionano anche sulle superfici lucidate a specchio ma non devono asciugare e consigliamo una passata finale con un panno morbido con isopropanolo (o un po’ di acetone) per evitare rischio aloni se non rimossi bene.
Procedura corretta:
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- Stampo tiepido (40–70 °C)
- Spruzzare la schiuma in modo uniforme
- Lascia agire 30–90 secondi (non farla seccare!)
- Rimuovi:
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- microfibra → zone lucidate a specchio
- spazzola nylon → texture
- Aria compressa per asciugare completamente
- Passata finale con Isopropanolo per finitura a specchio
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Errori da evitare con il detergente in schiuma:
- Lasciare la schiuma asciugare → residui/film
- Usarla su stampo troppo caldo → evapora subito, inefficace
- Non risciacquare/rimuovere bene → aloni o contaminazione pezzi
- Usare prodotti troppo aggressivi (alcuni contengono agenti alcalini forti)
Considerazione pratica per il detergente in schiuma:
- Superficie goffrata (texture) → ottima soluzione
- Superficie lucidata a specchio → OK ma con attenzione e finitura finale
- Residui pesanti/cotti → da integrare con altri metodi
2. Pulizia meccanica controllata:
Nel caso di residui cotti e croste è inevitabile un intervento meccanico.
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- Uso di panni in microfibra (su superfici lucidate)
- Spazzole o raschietti non abrasivi ottone morbido o nylon per rimuovere i residui superficiali senza danneggiare lo stampo.
- Eventuale utilizzo di aria compressa per eliminare polveri e detriti
COSA FARE DOPO LA PULIZIA DELLO STAMPO:
- Una volta pulito e asciugato lo stampo si consiglia un valido protettivo spray “secco” autopulente nel caso lo stampo stia fermo per qualche giorno oppure un protettivo a doppia azione (antiruggine atmosferica e anticorrosione acida) nel caso lo stampo venga immagazzinato per lungo tempo.
- Se invece si riparte subito con la produzione suggeriamo un valido distaccante semi-permanente che consenta un facile distacco e protegga la superficie stampo ritardando la contaminazione.
Per dettagli tecnici su prodotti e utilizzo contattateci.
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